25 novembre, un’altra riflessione al maschile

Era il 25 novembre del 2010. Quella volta, per ricordare la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, scrissi una poesia che pubblicai qui sul mio blog, che all’epoca era aperto da neanche due mesi. Sono passati due anni da allora e oggi, sinceramente, la mia vena poetica sembra essersi esaurita, almeno in parte. La violenza contro le donne è un male che esiste da sempre, pur con periodi di preoccupante recrudescenza come quello attuale, ma dopo due anni durante i quali ho potuto conoscere più approfonditamente il fenomeno (soprattutto grazie alla rete), ho maturato piano piano la convinzione che la poesia da sola non bastava e che come uomo ero chiamato a fare molto di più.

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“Per amore dei figli”, il 4 ottobre a Roma la manifestazione delle madri separate

Intervista a Immacolata Cusmai, organizzatrice della manifestazione.

Essere madre è un mestiere difficile. Lo è ancora di più per le madri separate, che quotidianamente si trovano a dover superare numerosi ostacoli di ogni tipo per crescere serenamente i loro figli.
Sono davvero tante in Italia queste donne, un vero esercito silenzioso di cui quasi nessuno parla. E come se questo isolamento non fosse già abbastanza pesante, esse si trovano pure sotto attacco. Un attacco che viene da chi le accusa di tramare contro gli ex mariti pur di ottenere l’affido esclusivo dei figli e una serie di agevolazioni economiche, ma anche un attacco, più subdolo, da parte delle istituzioni, che per prime dovrebbero tutelarle e sostenerle.
Nel caso specifico parliamo del ddl 957, che in Italia sdoganerebbe definitivamente della Pas, la famigerata Sindrome di alienazione parentale, priva di alcun fondamento scientifico e potenzialmente dannosa per i minori coinvolti nella separazione dei genitori.

Come sempre accade quando si vivono per lungo tempo situazioni dure e problematiche senza ricevere alcun tipo di aiuto, diventa umanamente spontaneo nonché doveroso fare sentire la propria voce.
A rompere questa cortina di silenzio ci ha pensato Immacolata Cusmai, 42 anni di Milano, esperta in pubbliche relazioni e attiva nel campo della comunicazione; con l’associazione Bigenitorialità Assente, insieme a Empatia Donne, Eudonna, Movimento per l’infanzia e L’universo dentro ha convocato per il prossimo 4 ottobre a Roma in piazza Montecitorio (dalle 14 alle 19), una manifestazione di madri separate.
Si tratterà di una manifestazione assolutamente pacifica, un momento in cui il Paese potrà rendersi conto della forza e del coraggio di questa moltitudine di donne che ogni giorno nelle case, nelle strade e in tanti altri luoghi lottano senza risparmiarsi per amore dei figli.
Ci si potrà anche rendere conto che queste donne sono state capaci di fare rete, infrangendo la solitudine alla quale molti volevano vederle condannate. Altro

Un punto di vista maschile sulla pubblicità sessista

Cammini sul marciapiede lungo una delle strade più trafficate della tua città. È un piovoso pomeriggio di inizio settembre, uno di quei momenti che ti fanno capire che il calore dell’estate è con tutta probabilità già un lontano ricordo.

Casualmente il tuo sguardo si gira in direzione di alcuni cartelloni pubblicitari. Ne vedi uno che raffigura una ragazza in bikini con la testa rivolta verso l’alto. Mentre ti avvicini pensi: “sarà la pubblicità di un costume da bagno, no?”. Poi pensi che quel cartellone è stato piazzato lì da poco e che pubblicizzare un costume da bagno a estate ormai finita non sarebbe una scelta da bravi strateghi del marketing.
Giusto il tempo di fare qualche altro passo e le tue gambe hanno ormai portato i tuoi occhi sotto il cartellone. Vedi la scritta e leggi: Altro

Cari uomini, liberiamoci dalle catene del passato

Vanessa Scialfa, 20 anni, uccisa dal fidanzato.

È successo un’altra volta. Per l’ennesima volta. Un’altra donna è stata uccisa. E ancora una volta è stata uccisa da un uomo. Non dallo sconosciuto che si incontra per strada, ma dal suo compagno di vita.

Questa volta è toccato a Vanessa Scialfa, ventenne siciliana, essere la 54esima vittima del 2012 di una mattanza che non conosce fine e che, anzi, sembra crescere ogni giorno di più. Strangolata e poi gettata dal cavalcavia, come un giocattolo che non piace più e si decide di buttarlo.

Possono cambiare le modalità ma il copione è drammaticamente simile ogni volta. Soprattutto è uguale il movente. Non passionale, come si ostinano a definirlo tv e giornali, ma un vero femminicidio. Perché tutte queste donne sono state uccise per il solo fatto di essere donne. Altro

Se al Signor Sindaco piace fare il machista…

Vi ricordate la campagna per la Toponomastica femminile promossa da Maria Pia Ercolini attraverso l’omonimo gruppo su Facebook? È stata un’iniziativa che ha riscosso il suo successo tanto che ancora oggi va avanti grazie all’impegno di molte donne (e, ricordiamo, anche alcuni uomini) che chiedono ai Comuni una maggiore attenzione al riequilibrio della toponomastica in un’ottica di genere.

Tra le amministrazioni comunali c’è ovviamente di tutto. C’è chi risponde e chi non risponde. Chi accoglie positivamente l’invito e chi invece invia risposte che non vorresti mai sentire in un Paese che vorrebbe definirsi civile. Altro

Per un otto marzo (e oltre) all’insegna dell’empatia

Le parole danno sostanza al nostro modo di esprimerci, perché rendono chiaro in un insieme limitato di lettere un concetto che è già ben formato nella nostra mente.

Oggi desidero dunque parlare di una parola in particolare: empatia. Deriva dal greco empateia, parola composta da en- (dentro) e pathos (sentimento o sofferenza). Il dizionario Sabatini Coletti dà questa definizione di empatia: la “capacità di un individuo di comprendere in modo immediato i pensieri e gli stati d’animo di un’altra persona”. Altro

Basta con gli insulti, il tempo del machismo è finito

Sei un uomo. Scrivi sul tuo blog che gli uomini non possono più stare zitti di fronte alla violenza subita dalle donne per mano maschile. E vieni bollato come “traditore” da alcuni maschilisti perché hai scelto di non fare causa comune con loro.

Sei una donna. Rivolgi pacatamente sul tuo blog un invito agli uomini a riflettere e ad assumersi le proprie responsabilità. E su un forum maschilista vieni etichettata come “strega moralizzatrice”, che deve essere aiutata a trovare le medicine giuste.

Quante considerazioni si potrebbero trarre partendo da questi fatti osservati in rete nei giorni scorsi? Tante. Troppe. Si potrebbe anche parlare delle pagine e dei profili clonati su Facebook e degli articoli e riflessioni completamente travisati e ribaltati. E naturalmente anche degli insulti a profusione che donne e uomini, “colpevoli” solamente di evidenziare una tragica realtà dei fatti, devono quotidianamente sorbirsi in rete.
Ma a quel punto rischieremmo di consumare inutilmente le nostre tastiere. Per quanto mi riguarda, mi limiterò a spiegare il mio personale punto di vista. Altro

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