Per un otto marzo (e oltre) all’insegna dell’empatia

Le parole danno sostanza al nostro modo di esprimerci, perché rendono chiaro in un insieme limitato di lettere un concetto che è già ben formato nella nostra mente.

Oggi desidero dunque parlare di una parola in particolare: empatia. Deriva dal greco empateia, parola composta da en- (dentro) e pathos (sentimento o sofferenza). Il dizionario Sabatini Coletti dà questa definizione di empatia: la “capacità di un individuo di comprendere in modo immediato i pensieri e gli stati d’animo di un’altra persona”. Altro

Le donne avanzano. Ci dobbiamo preoccupare?

Lo vediamo ormai quotidianamente. Sempre più donne avanzano nella società e nel mondo del lavoro. Alcune arrivano perfino ad occupare posti di potere che fino a pochissimo tempo prima parevano irraggiungibili (vedi il caso di Atifete Jahjaga, la nuova presidente del Kosovo).
Certo, siamo ancora molto lontani da un’effettiva parità. Ma questi piccoli segnali testimoniano come il meccanismo si sia già messo in moto.
Eppure, nonostante la tanta strada che rimane da percorrere, non pochi uomini si sentono minacciati da questa avanzata delle donne, e lo fanno mostrandosi preoccupati e non di rado insofferenti.
Perché questi atteggiamenti? Altro

25 novembre. Versi di dolore, e di speranza

Oggi, 25 novembre, si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Avrei potuto pubblicare su questo blog delle aride statistiche oppure fare un lungo discorso per riflettere su questa piaga che coinvolge ogni anno milioni di donne, in ogni luogo e in ogni ambito sociale.

Ma sarebbe stata soltanto un’inutile replica di parole già dette. Ho quindi preferito dedicare alcuni versi, che non mi azzardo a definire poesia, ma che vengono direttamente dal mio cuore.

Voglio dedicarli a tutte le donne che hanno sofferto per mano (e bocca) di un uomo, e naturalmente anche agli uomini che come me si sentono fieri e convinti di stare dalla parte delle donne.

25 novembre
di Andrea Vincenzini

Non bastano le lacrime
a lavarti le ferite
segnate sulla pelle Altro

Il video ufficiale del blog Dalla parte delle Donne

Carissime amiche, carissimi amici,

Finalmente è pronto il video ufficiale di questo blog! A voi la parola adesso.

Andrea V.

Uomini che non guardano (negli occhi) le donne

Ci sono degli uomini, un buona fetta del maschile purtroppo, totalmente incapaci di rapportarsi in maniera equilibrata con le donne.
L’avevo già scritto qualche giorno fa e oggi ho avuto la conferma di non essere l’unico a pensarla in questo modo.

E’ illuminante a questo proposito l’articolo scritto da Lorella Zanardo (l’autrice del documentario “Il corpo delle donne”) su Il Fatto Quotidiano.

Leggendo l’articolo, che sembrerebbe all’inizio una storia di ordinaria viabilità urbana, vediamo che il protagonista negativo è un uomo apparentemente sicuro di sè, con la faccia “di chi non deve chiedere mai”.
Eppure c’è una parte dell’articolo che ha catturato la mia attenzione, ed è quando l’autrice ha detto che quell’uomo ha abbassato lo sguardo di fronte a lei.

Sembrava sicuro di sè quell’uomo, ma in realtà non lo era. Era lei ad aver avuto il coraggio di affrontarlo. Lui invece, appena lei lo ha fissato dritto negli occhi, ha preferito non guardarla.

Sappiamo che purtroppo la sicurezza e la padronanza di sè da parte femminile è spesso un’arma rivolta contro le donne stesse, basta pensare al recente caso della metropolitana di Roma.

Ma una cosa è certa. Gli uomini devono intraprendere un percorso di autocoscienza per recuperare una capacità di relazione con le donne. Le donne, per loro natura attente a coltivare nel modo giusto le relazioni, possono dare loro una mano.
Servirebbe soltanto una dose maggiore di umiltà da parte maschile, questo è l’aspetto problematico.

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