25 novembre, un’altra riflessione al maschile

Era il 25 novembre del 2010. Quella volta, per ricordare la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, scrissi una poesia che pubblicai qui sul mio blog, che all’epoca era aperto da neanche due mesi. Sono passati due anni da allora e oggi, sinceramente, la mia vena poetica sembra essersi esaurita, almeno in parte. La violenza contro le donne è un male che esiste da sempre, pur con periodi di preoccupante recrudescenza come quello attuale, ma dopo due anni durante i quali ho potuto conoscere più approfonditamente il fenomeno (soprattutto grazie alla rete), ho maturato piano piano la convinzione che la poesia da sola non bastava e che come uomo ero chiamato a fare molto di più.

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Cari uomini, liberiamoci dalle catene del passato

Vanessa Scialfa, 20 anni, uccisa dal fidanzato.

È successo un’altra volta. Per l’ennesima volta. Un’altra donna è stata uccisa. E ancora una volta è stata uccisa da un uomo. Non dallo sconosciuto che si incontra per strada, ma dal suo compagno di vita.

Questa volta è toccato a Vanessa Scialfa, ventenne siciliana, essere la 54esima vittima del 2012 di una mattanza che non conosce fine e che, anzi, sembra crescere ogni giorno di più. Strangolata e poi gettata dal cavalcavia, come un giocattolo che non piace più e si decide di buttarlo.

Possono cambiare le modalità ma il copione è drammaticamente simile ogni volta. Soprattutto è uguale il movente. Non passionale, come si ostinano a definirlo tv e giornali, ma un vero femminicidio. Perché tutte queste donne sono state uccise per il solo fatto di essere donne. Altro

Se al Signor Sindaco piace fare il machista…

Vi ricordate la campagna per la Toponomastica femminile promossa da Maria Pia Ercolini attraverso l’omonimo gruppo su Facebook? È stata un’iniziativa che ha riscosso il suo successo tanto che ancora oggi va avanti grazie all’impegno di molte donne (e, ricordiamo, anche alcuni uomini) che chiedono ai Comuni una maggiore attenzione al riequilibrio della toponomastica in un’ottica di genere.

Tra le amministrazioni comunali c’è ovviamente di tutto. C’è chi risponde e chi non risponde. Chi accoglie positivamente l’invito e chi invece invia risposte che non vorresti mai sentire in un Paese che vorrebbe definirsi civile. Altro

Basta con gli insulti, il tempo del machismo è finito

Sei un uomo. Scrivi sul tuo blog che gli uomini non possono più stare zitti di fronte alla violenza subita dalle donne per mano maschile. E vieni bollato come “traditore” da alcuni maschilisti perché hai scelto di non fare causa comune con loro.

Sei una donna. Rivolgi pacatamente sul tuo blog un invito agli uomini a riflettere e ad assumersi le proprie responsabilità. E su un forum maschilista vieni etichettata come “strega moralizzatrice”, che deve essere aiutata a trovare le medicine giuste.

Quante considerazioni si potrebbero trarre partendo da questi fatti osservati in rete nei giorni scorsi? Tante. Troppe. Si potrebbe anche parlare delle pagine e dei profili clonati su Facebook e degli articoli e riflessioni completamente travisati e ribaltati. E naturalmente anche degli insulti a profusione che donne e uomini, “colpevoli” solamente di evidenziare una tragica realtà dei fatti, devono quotidianamente sorbirsi in rete.
Ma a quel punto rischieremmo di consumare inutilmente le nostre tastiere. Per quanto mi riguarda, mi limiterò a spiegare il mio personale punto di vista. Altro

Noi uomini dobbiamo parlare, adesso

“Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre”.

Ho voluto riprendere queste belle parole di Oriana Fallaci perché sono a mio avviso lo specchio più fedele della situazione in cui si trovano gli uomini di oggi dinanzi alle problematiche legate al loro rapporto con le donne.

Nella storia ci si trova spesso davanti a dei bivi, e a quel punto si è obbligati a scegliere una strada. Le donne, o quantomeno alcune, sono già passate per questo bivio. Sono donne che hanno scelto di lottare, di ribaltare una visione e un sistema dai connotati fortemente maschilisti.
Ora però ci troviamo ad una svolta. Sono convinto che queste donne abbiano fatto molto, ma adesso è doveroso che anche gli uomini prendano la parola. Altro

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