Via Garibaldi, Corso Cavour, Piazza Mazzini, Viale Vittorio Emanuele, ecc. ecc. Le strade delle nostre città pullulano di nomi altisonanti ma, fateci caso, quanti di essi appartengono a donne? Una minima parte. Questo nonostante la presenza storica, ormai universalmente condivisa, di tante donne illustri. È questa la realtà che chiunque può verificare agli angoli di ogni strada, a patto che si abbia a cuore la questione.
Già, perché da qualche tempo una studiosa, Maria Pia Ercolini, ha deciso di portare alla ribalta il tema. Lo ha fatto creando un gruppo su Facebook dal nome tanto essenziale quanto esplicativo: Toponomastica femminile.
La battaglia potrebbe apparire marginale ai più, ma Maria Pia Ercolini non è di questo avviso. “Il cambiamento culturale passa attraverso i simboli – afferma -, che si imprimono nell’immaginario collettivo e non si correggono con la sola razionalità”.
E di un cambiamento ce n’è assolutamente bisogno, anche perché il problema non è affatto circoscritto alla sola Italia. “A Parigi – spiega – compaiono 200 nomi di donne a fronte di 4.000 nomi maschili mentre a Ginevra le intitolazioni femminili si assestano intorno al 4%”. Altro








