La toponomastica femminile, intervista a Maria Pia Ercolini

Il logo del gruppo Facebook "Toponomastica femminile"

Via Garibaldi, Corso Cavour, Piazza Mazzini, Viale Vittorio Emanuele, ecc. ecc. Le strade delle nostre città pullulano di nomi altisonanti ma, fateci caso, quanti di essi appartengono a donne? Una minima parte. Questo nonostante la presenza storica, ormai universalmente condivisa, di tante donne illustri. È questa la realtà che chiunque può verificare agli angoli di ogni strada, a patto che si abbia a cuore la questione.

Già, perché da qualche tempo una studiosa, Maria Pia Ercolini, ha deciso di portare alla ribalta il tema. Lo ha fatto creando un gruppo su Facebook dal nome tanto essenziale quanto esplicativo: Toponomastica femminile.

La battaglia potrebbe apparire marginale ai più, ma Maria Pia Ercolini non è di questo avviso. “Il cambiamento culturale passa attraverso i simboli – afferma -, che si imprimono nell’immaginario collettivo e non si correggono con la sola razionalità”.
E di un cambiamento ce n’è assolutamente bisogno, anche perché il problema non è affatto circoscritto alla sola Italia. “A Parigi – spiega – compaiono 200 nomi di donne a fronte di 4.000 nomi maschili mentre a Ginevra le intitolazioni femminili si assestano intorno al 4%”. Altro

Noi uomini dobbiamo parlare, adesso

“Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre”.

Ho voluto riprendere queste belle parole di Oriana Fallaci perché sono a mio avviso lo specchio più fedele della situazione in cui si trovano gli uomini di oggi dinanzi alle problematiche legate al loro rapporto con le donne.

Nella storia ci si trova spesso davanti a dei bivi, e a quel punto si è obbligati a scegliere una strada. Le donne, o quantomeno alcune, sono già passate per questo bivio. Sono donne che hanno scelto di lottare, di ribaltare una visione e un sistema dai connotati fortemente maschilisti.
Ora però ci troviamo ad una svolta. Sono convinto che queste donne abbiano fatto molto, ma adesso è doveroso che anche gli uomini prendano la parola. Altro

Violenza sulle donne. Per un esame di coscienza al maschile

L’essere umano corre spesso un rischio: quello di pensarsi al sicuro rintanandosi tra le granitiche mura delle proprie certezze.
E così anche un tema così drammaticamente attuale in tutta la sua crudezza come la violenza sulle donne rischia, per molti, di diventare qualcosa di totalmente estraneo, qualcosa su cui si può dire “sì, è vero, è proprio una brutta storia, ma sinceramente non mi tocca più di tanto”.
Niente di più sbagliato. Mi spiace dirlo in maniera così secca. Ma la realtà non può essere falsificata, per quanto noi ci sforziamo di abbassare lo sguardo ogniqualvolta essa ci fissa negli occhi. Altro

La paura e la libertà

“La paura è un sentimento umano assolutamente naturale e comprensibile. E io voglio rivendicare il mio diritto ad avere paura”.

Penso a queste parole, che ogni tanto tornano a fare capolino nella mia mente. Penso non ci sia proprio nulla di male ad avere paura. E io di paura ne ho provata, e ne provo tuttora, quando vengo a conoscenza dell’odio covato da certe persone. Altro

La donna è verde

Molto probabilmente non è una novità, ma adesso c’è il risultato di uno studio a confermarlo. Sono le donne ad essere più attente al rispetto dell’ambiente.

La ricerca, condotta da Fondazione Impresa e basata su un campione di seicento persone ha individuato nelle donne tra 35 e i 54 anni la fascia di popolazione più attenta al rispetto dell’ambiente. Altro

Le donne avanzano. Ci dobbiamo preoccupare?

Lo vediamo ormai quotidianamente. Sempre più donne avanzano nella società e nel mondo del lavoro. Alcune arrivano perfino ad occupare posti di potere che fino a pochissimo tempo prima parevano irraggiungibili (vedi il caso di Atifete Jahjaga, la nuova presidente del Kosovo).
Certo, siamo ancora molto lontani da un’effettiva parità. Ma questi piccoli segnali testimoniano come il meccanismo si sia già messo in moto.
Eppure, nonostante la tanta strada che rimane da percorrere, non pochi uomini si sentono minacciati da questa avanzata delle donne, e lo fanno mostrandosi preoccupati e non di rado insofferenti.
Perché questi atteggiamenti? Altro

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